Plicometria

La plicometria è una delle più semplici ed economiche tecniche di misurazione della percentuale di grasso corporeo sottocutaneo (pannicolo adiposo).

Il test viene eseguito con uno strumento chiamato plicometro (una sorta di pinza, simile al calibro del meccanico). Quest’ultimo è provvisto di una scala graduata che misura la distanza tra le punte, una volta che una plica di tessuto sottocutaneo viene tenuta alla pressione costate di 10 g/mm². L’uso della plicometria presuppone (anche se non è sempre vero per tutti i soggetti) che lo spessore del tessuto adiposo sottocutaneo sia proporzionale alla massa grassa totale e che le posizioni scelte per le misurazioni (vedi in seguito) rappresentino lo spessore medio del tessuto adiposo sottocutaneo. È un metodo utile e preciso quando usato da un operatore esperto, soprattutto al fine di monitorare nel tempo le modifiche del rapporto massa grassa/massa magra, per esempio di un atleta. Le misurazioni della plicometria per convenzione vengono effettuate sul lato sinistro del corpo, a meno che ciò non sia possibile per problemi di riabilitazione o altro (in letteratura alcuni autori riportano l’esecuzione anche sul lato destro). In genere, l’esame va ripetuto due volte (con un intervallo di qualche minuto tra la prima e la seconda misurazione, per consentire alla plica di riprendere la sua forma di partenza). Se le due misurazioni variano per più del 10% si consiglia di eseguirne una terza e di fare una media tra le tre rilevazioni.

L’esame può essere effettuato in diverse sedi definite, le più utilizzate sono:

  • pettorale: in direzione diagonale, tra l’ascella e il capezzolo;
  • ascellare: in direzione orizzontale, al di sotto della zona ricoperta di peli;
  • sottoscapolare: in direzione diagonale, all’angolo inferiore della scapola;
  • tricipititalein direzione verticale, a metà del braccio tenuto in flessione;
  • bicipitale: in direzione verticale, a metà del braccio tenuto in estensione;
  • soprailiaca: in direzione obliqua, appena sopra la cresta iliaca;
  • addominale: in direzione verticale o orizzontale, a 2 cm a lato dell’ombelico;
  • cosciale: in direzione verticale, a metà tra la piega inguinale e la rotula;
  • polpaccio: in direzione verticale, nella parte centrale dell’area di maggior sviluppo.

Le dimensioni delle pliche (che possono essere sommate e/o utilizzate in equazioni specifiche di predizione) indicano nel tempo le modifiche locali dell’adiposità soggettiva. Alcuni fattori, specifici dell’individuo in esame, possono compromettere la rilevazione. Si annoverano tra questi lo spessore della cute (0.5-2 mm), il livello di idratazione e la maggiore o minore comprimibilità del tessuto adiposo. La plicometria non va effettuata dopo attività fisica, sport, nuoto, bagno turco, sauna o doccia, poiché esercizio fisico, acqua calda e calore determinano un aumento del flusso sanguigno (iperemia) cutaneo, con conseguente crescita dello spessore della pelle.